INNO AKÀTHISTOS A MARIA MADRE DI DIO
(Traduzione e versione ritmica in italiano di Marina Valmaggi - Rodaviva Ed.)
STANZA I
Il più eccelso degli Angeli fu mandato dal cielo
per dire "Ave" alla Madre di Dio;
e ti vide in Lei prender corpo, Signore: in estasi stette,
e con eterea voce si rivolse a Lei così:
Ave, per Te la gioia risplenderà;
Ave, con Te finirà la maledizione.
Ave, Salvezza di Adamo caduto,
Ave, riscatto del pianto di Eva.
Ave, trascendi l'umano pensiero;
Ave, per gli Angeli arcano mistero.
Ave, Tu sei il trono del Re;
Ave, Tu porti Colui che tutto regge.
Ave, stella che precede il Sole;
Ave, grembo del Dio che s'incarna.
Ave, per Te si rinnova il creato;
Ave, per Te il Creatore si fa bambino.
Ave, Sposa illibata!
STANZA II
Ben sapendo Maria d'esser Vergine casta
dice a Gabriele senza timore:
«Il paradosso delle tue parole,
pare impossibile all'anima mia:
come puoi annunciar la gravidanza
di un concepimento senza seme, esclamando: Alleluia”
STANZA III
Desiderando la Vergine capire il misterioso annuncio, si rivolse al nunzio divino:
«Come potrà il verginale mio seno dare alla luce un figlio? Dimmelo!»
Quegli con riverenza le rispose soltanto esclamando a Lei così:
Ave, iniziata all’ineffabile disegno;
Ave, depositaria di misteri nel silenzio,
Ave, preludio ai prodigi di Cristo;
Ave, compendio delle Sue verità.
Ave, scala celeste da cui scese Dio;
Ave, ponte che porti gli uomini al cielo.
Ave, celebrato stupore degli Angeli;
Ave, flagello terribile dei dèmoni.
Ave, Tu che la Luce misteriosa hai generato;
Ave, che il modo a nessuno hai svelato.
Ave, Trascendi la scienza dei sapienti;
Ave, illumini i cuori dei credenti.
Ave, Sposa illibata!
STANZA IV
La potenza dell'Altissimo allora adombrò
e rese Madre la Vergine:
e il suo seno, fecondo dall’alto,
divenne come campo ubertoso
per tutti coloro che vogliono coglier la salvezza,
cantando così: Alleluia!
STANZA V
Portando in grembo il Signore, la Vergine
andò prontamente da Elisabetta.
Ed il nascituro di lei, appena ebbe udito
il saluto della Vergine, esultò
e con balzi quasi cantando esclamò alla Madre di Dio:
Ave, virgulto di germoglio che non inaridisce;
Ave, depositaria del frutto che non marcisce.
Ave, Tu che allevi il Cultore amante l’umanità;
Ave, Tu che generi l'Autore della nostra vita.
Ave, campo in cui abbonda la misericordia
Ave, mensa imbandita di copioso perdono.
Ave, fai germogliare il giardino della delizia;
Ave, Tu prepari un porto sicuro alle anime.
Ave, incenso che rende gradite le suppliche;
Ave, propiziatrice di tutto il mondo.
Ave, clemenza di Dio per i mortali;
Ave, mediatrice degli uomini presso Dio.
Ave, Sposa illibata!
STANZA VI
Col cuore in tumulto fra pensieri contrastanti, il savio Giuseppe ondeggiava:
ieri ti sapeva ancora intatta, oggi sospetta segreti sponsali, o purissima!
Ma quando ti seppe madre da Spirito Santo, disse: Alleluia!
STANZA VII
I pastori udirono i concenti degli Angeli
per la manifestazione di Cristo incarnato.
Accorsi a lui come al Pastore,
lo mirano agnellino innocente nutrirsi
al seno di Maria,
e a Lei così innalzavano il canto:
Ave, o Madre dell'Agnello e Pastore,
Ave, recinto di gregge ben ordinato.
Ave, riparo da fiere maligne,
Ave, Tu che apri le porte del cielo.
Ave, per Te con la terra esultano i cieli,
Ave, coi cieli tripudia la terra.
Ave, degli Apostoli voce perenne,
Ave, dei Martiri indomito ardire.
Ave, sostegno saldo della fede,
Ave, vessillo splendente della grazia.
Ave, per Te fu spogliato l'inferno,
Ave, per Te ci vestimmo di gloria.
Ave, Sposa illibata!
STANZA VIII
I Magi, vista la stella che guidava a Dio, ne seguirono il raggio;
e tenendola come lucerna, grazie a lei scoprirono il possente Signore.
Raggiunto l’Irraggiungibile, l'acclamaron beati con gioia: Alleluia!
STANZA IX
Tra le braccia della Vergine
i Magi contemplarono Colui che plasmò l'Uomo...
ed era il Signore, pur avendo preso l'aspetto di servitore.
Si affrettarono ad onorarlo con i doni
ed esclamarono alla Beata:
Ave, o Madre dell'Astro che non tramonta,
Ave, aurora di mistico giorno.
Ave, Tu che spegni fucine d'errori,
Ave, della Trinità illumini i devoti.
Ave, l'odioso tiranno hai sbalzato dal trono,
Ave, hai mostrato Cristo Signore amoroso.
Ave, ci riscatti da riti crudeli,
Ave, da opere di corruzione ci salvi.
Ave, Tu hai distrutto il culto del fuoco,
Ave, hai estinto la fiamma delle passioni.
Ave, guida di saggezza ai credenti,
Ave, letizia di tutte le generazioni.
Ave, Sposa illibata!
STANZA X
I Magi, divenuti annunciatori di Dio
tornaron verso Babilonia,
compiendo il tuo vaticinio e predicando
che Tu sei il Cristo a tutti,
incuranti di Erode, lo stolto, incapace di cantare: Alleluia!
STANZA XI
Irradiato all'Egitto lo splendore del Vero, scacciasti la tenebra dell'errore:
e gli idoli di quella terra caddero, o Salvatore, fiaccati dalla Tua forza
e quanti ne furon liberati proclamavano alla Madre di Dio:
Ave, riscossa del genere umano,
Ave, disfatta del regno d'inferno.
Ave, Tu calpestasti inganno ed errore,
Ave, degl'idoli svelasti la frode.
Ave, mare che inghiottì il Faraone superbo,
Ave, roccia che dissetò chi ha sete di Vita.
Ave, colonna di fuoco che guidi chi è nel buio,
Ave, riparo del mondo, più ampio del cielo.
Ave, cibo che sostituisce la manna,
Ave, dispensatrice di sante delizie.
Ave, terra della promessa,
Ave, sorgente di latte e di miele.
Ave, Sposa illibata!
STANZA XII
Simeone stava già per lasciare
questa vita d’inganno
quando a lui fosti presentato come bambino;
ma in Te riconobbe il Dio perfetto
e stupito ammirò la tua eterna sapienza, esclamando: Alleluia!
STANZA XIII
Una nuova creazione mostrò il Creatore, apparendo tra noi, creati da Lui:
fiorito di una Vergine nel grembo, lo serbò inviolato,
affinché noi che ammiriamo il prodigio inneggiamo cantando a Lei:
Ave, o fiore di vita illibata,
Ave, corona di casto contegno.
Ave, splendente immagine della resurrezione,
Ave, Tu che sveli la vita degli Angeli.
Ave, pianta dai lauti frutti che nutrono i fedeli,
Ave, albero frondoso ove molti si riparano.
Ave, portasti in grembo la Guida agli erranti,
Ave, desti alla luce Chi affranca gli schiavi.
Ave, Tu, supplica presso il Giudice giusto,
Ave, perdono per chi aveva abiurato.
Ave, mantello per chi è spoglio di fiducia,
Ave, Amore che vinci ogni brama.
Ave, Sposa illibata!
STANZA XIV
Mirando il prodigioso parto, stacchiamoci dal mondo
volgendo al cielo la mente;
con esso l'Altissimo apparve fra noi, umile uomo,
volendo attrarre in alto coloro che lieti lo acclamano: Alleluia!
STANZA XV
Presenza reale sulla terra ma non assenza dai cieli, era il Verbo incircoscritto:
avvenne una discesa divina, non un cambio di luogo, con il parto della Vergine,
che ispirata da Dio ascoltava cantare così:
Ave, terra del Dio senza confini,
Ave, porta del sacro mistero.
Ave, annuncio incerto per gli increduli,
Ave, dei credenti certissimo vanto.
Ave, trono santissimo di Chi è sopra i Cherubini,
Ave, dimora altissima di Chi è sopra i Serafini.
Ave, Tu congiungi gli opposti in unità,
Ave, Tu concili Verginità e Maternità.
Ave, con Te fu rimessa la colpa,
Ave, con Te il Paradiso fu aperto.
Ave, o chiave del Regno di Cristo,
Ave, speranza di eterni tesori.
Ave, Sposa illibata!
STANZA XVI
L’intera stirpe degli Angeli stupì per l'evento sublime
della Tua Incarnazione:
Colui che come Dio è inaccessibile,
vedevano a tutti accessibile come uomo,
conversare con noi e da tutti ascoltare: Alleluia!
STANZA XVII
I retori superbi vediamo muti come pesci davanti a Te, Genitrice di Dio:
e non san spiegarsi in che modo resti vergine ma hai potuto partorire;
noi che ammiriamo il mistero eleviamo con fede il canto:
Ave, sacrario della Sapienza di Dio,
Ave, tesoro della Sua Provvidenza.
Ave, Tu che i filosofi riveli insipienti,
Ave, che i retori mostri incapaci di parlare,
Ave, apparvero stolti i sottili professori,
Ave, divennero inutili gli inventori di miti.
Ave, hai eclissato i sofismi degli Ateniesi,
Ave, Tu riempi le reti dei Pescatori.
Ave, ci innalzi dalla profonda ignoranza,
Ave, Tu che illumini tutti di sapienza.
Ave, Tu barca di chi vuole salvarsi,
Ave, Tu porto dei naviganti nella Vita.
Ave, Sposa illibata!
STANZA XVIII
Volendo salvare il mondo, il Creatore
discese quaggiù di Sua volontà;
e pur essendo Pastore, in quanto Dio,
apparve come noi uomo;
e simile tra simili ci ascolta acclamarlo come Dio: Alleluia!
STANZA XIX
Tu sei difesa delle vergini, Vergine madre di Dio, e di chi ricorre a Te.
Il Signore del cielo, creatore della terra, ti creò Immacolata…
abitando il tuo grembo tutti invita a cantare a Te:
Ave, colonna della purezza,
Ave, porta della salvezza.
Ave, archetipo del mistico amore,
Ave, corifea della divina benevolenza.
Ave, ridoni la vita ai nati nell'onta,
Ave, e fai rinsavire i privi di senno.
Ave, annientasti il gran seduttore dei cuori,
Ave, hai generato il seme di castità.
Ave, talamo di nozze verginali,
Ave, riconcili i fedeli col Signore.
Ave, di vergini alma nutrice,
Ave, madrina di nozze per le anime sante.
Ave, Sposa illibata!
STANZA XX
Inadeguato è ogni canto che presuma eguagliare
l’abbondanza delle tue grazie.
Se pure ti offrissimo inni quanti i granelli di sabbia,
o Re Santo,
mai sarebbero pari ai tuoi doni per noi, che cantiamo: Alleluia!
STANZA XXI
Come fiaccola ardente apparsa a chi giace nelle tenebre
noi contempliamo la Vergine Santa, che conduce alla conoscenza di Dio
illuminando le menti col suo splendore, ed è lodata con questo canto:
Ave, o raggio del Sole d’intelletto,
Ave, dardo della Luce senza tramonto.
Ave, Lampo che rischiari le menti,
Ave, folgore che atterrisci i nemici.
Ave, Tu fai sorgere l’astro sfolgorante,
Ave, Tu fai scorrere il fiume ricco d’acque.
Ave, simbolo del fonte battesimale,
Ave, detergi le macchie dei peccati.
Ave, lavacro che mondi le coscienze,
Ave, o coppa che mesci letizia.
Ave, fragranza del crisma di Cristo,
Ave, Tu vita del mistico banchetto.
Ave, Sposa illibata!
STANZA XXII
Volendo condonare il debito antico,
spontaneamente il Redentore discese
e abitò di persona
fra quanti si erano allontanati dalla Sua grazia;
e, strappato lo scritto del debito, da tutti sente cantare: Alleluia!
STANZA XXIII
Inneggiando al tuo parto tutti ti celebriamo perché sei tempio vivente,
o Madre di Dio! Con la Sua dimora nel tuo grembo, il Signore, che tutto
in mano contiene, ti rese santa e gloriosa e ci insegna a lodarti sempre:
Ave, o Tenda di Dio e del Verbo,
Ave, Santa più dei santi
Ave, Arca indorata dallo Spirito Santo,
Ave, tesoro inesauribile di vita.
Ave, diadema prezioso dei santi sovrani,
Ave, venerando vanto di pii sacerdoti.
Ave, sei per la Chiesa qual torre incrollabile,
Ave, per l'Impero muraglia indistruttibile.
Ave, per Te innalziamo trofei,
Ave, per Te cadono vinti i nemici.
Ave, Tu farmaco del mio corpo,
Ave, salvezza dell'anima mia.
Ave, Sposa illibata!
STANZA XXIV
Madre cantata in tanti inni,
generasti il Verbo santo più dei santi:
accogli la nostra offerta!
Preserva da ogni sventura, noi tutti;
e dal castigo che incombe
tu libera noi che insieme gridiamo:
Alleluia! Alleluia! Alleluia!
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